sabato 24 agosto 2013

Ettore Muti: 24/08/1943 - 24/08/2013





Ci sono uomini che vivono la loro vita, seppur breve, a pieno senza risparmiarsi, senza indugi o tentennamenti.

Ettore Muti incarnava l’autentico spirito italiano; pragmatico, genuino, spavaldo, irriverente, lontano dall’ ozio e dalla vita borghese. Le sue medaglie sono frutto delle sue azioni in tutti i teatri di guerra: a 15 anni ardito, poi a Fiume, l’Etiopia, la Spagna e infine la Seconda Guerra Mondiale. Era circondato da un’aurea di ammirazione e di rispetto,anche da parte degli avversari politici e militari, che vedevano in lui un uomo puro. L’irriverenza lo portò a prendersi gioco di D’Annunzio impedendogli il passaggio perché privo di documento d’identità durante un’ispezione in una polveriera,dove Muti faceva la guardia. Il Vate stesso lo ribattezzò “Gim dagli occhi verdi”, per la sua somiglianza con il protagonista di un fumetto dell’epoca, stringendo così un rapporto intenso con quel ragazzone romagnolo. La velocità, il rischio e il volo erano la sua vita ed anche quando fu chiamato a fare il politico detestava la politica “politicata”; ad essa preferiva la compagnia della morte mentre superava le linee nemiche in nord Africa. Adolf Galland, asso della Luftwaffe, si rammaricava di essere alleato di Muti perché avrebbe voluto volentieri confrontarsi in cielo con lui.

La sua morte fu frutto di viltà, della stessa viltà che stava per prendere il sopravvento in tutta Italia.