giovedì 4 giugno 2015

26 anni fa la rivolta di Piazza Tienanmen



Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989, una violenta repressione spense nel sangue le proteste di studenti e lavoratori cinesi in piazza Tiananmen a Pechino. 
Molto resta da chiarire su cosa sia esattamente successo tra il 3 e il 4 giugno 1989. In assenza di un'inchiesta indipendente, esistono versioni dei fatti molto diverse. Il numero dei morti, ad esempio, varia da centinaia a migliaia di persone e molte famiglie delle vittime stanno ancora aspettando una spiegazione su ciò che è accaduto ai loro cari.
Le proteste del 1989 Le proteste iniziano a metà aprile del 1989 nelle università di Pechino. Gli studenti chiedevano più libertà, riforme, salari più equi e condizioni di vita migliori. Dopo i funerali del politico riformista Hu Yaobang la rivolta esplode. I giovani indicono una grande manifestazione a cui aderiranno centomila persone. A metà maggio migliaia di studenti occupano Piazza Tiananmen e iniziano uno sciopero della fame a oltranza. Le autorità cinesi impongono la legge marziale e inviano carri armati e soldati. Ma negli stessi giorni, la protesta arriva sulle televisioni di tutto il mondo. La stampa internazionale infatti è a Pechino per l’arrivo di Mikhail Gorbaciov, nel paese per una riconciliazione russo-cinese. Gli studenti rilasciano dichiarazioni alla stampa estera e cercano di boicottare gli appuntamenti istituzionali. La situazione precipita velocemente. Il segretario del partito comunista Zhao Zhiyang si dimette, mentre Deng Xiaoping e il primo ministro Li Peng ordinano all’esercito la definitiva repressione della protesta di Piazza Tiananmen.