mercoledì 22 gennaio 2014

Foibe. Roma con il sindaco Marino cancellerà i viaggi del ricordo in Istria e Dalmazia



di Martina Bernardini (Barbadillo)

Iniziano le strumentalizzazioni politiche da sinistra per delegittimare il ricordo dell’esodo istriano dalmata e la tragedia degli italiani ammazzati a migliaia nelle foibe dai partigiani comunisti slavi. Barbadillo.it oggi vi racconta la piega deprecabile che la celebrazione del “Giorno del Ricordo” sta prendendo a Roma, con la giunta di centrosinistra di Ignazio Marino.

“Roma è medaglia d’oro per la Resistenza, ha subìto il fascismo e il nazismo, la deportazione del ghetto. È quella la nostra memoria. Le Foibe, le ricorderanno altre città”. Sono parole dei nostri giorni, pronunciate lo scorso agosto dal vicesindaco di Roma Capitale, Luigi Nieri. A queste parole, si aggiunge la presentazione di un documento, depositato in Commissione Scuole, che prevede il dimezzamento del viaggio ai campi di concentramento nazisti, e la cancellazione di quello in Istria e Dalmazia. La denuncia è partita da Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio. “Marino ignora che Roma – ha dichiarato Ghera – non solo accolse i profughi istriani, giuliano e dalmati in fuga dal dramma delle foibe , ma che esiste anche una legge dello Stato (n. 92 del 2004, ndr) che dispone l’obbligo per le scuole e le istituzioni di onorare e far conoscere la tragedia italiana degli infoibati per decenni nascosta e mistificata dalla storiografia di sinistra”.A seguito della denuncia di Ghera, la voce si è ben presto diffusa e la levata di scudi è stata immediata.

Il Comitato 10 febbraio ha dichiarato di aver appreso “con sconcerto, ma, purtroppo, con poca sorpresa” la notizia relativa alla “decisione di dimezzare i fondi per i viaggi della Memoria e l’annullamento dei viaggi alla Foiba di Basovizza e in Istria”.

“Il viaggio sui luoghi dei principali crimini del ‘900 – aggiunge il Comitato – non è solo un atto di tardiva giustizia e riconoscimento ma anche e soprattutto un insegnamento per le giovani generazioni. Fa specie, in particolare, osservare come il tema del Ricordo dell’Esodo degli italiani dalle terre istriane, fiumane, dalmate e delle Foibe, nonostante una Legge che dovrebbe impegnare le istituzioni a preservare e a promuoverne la conoscenza, sia sottovalutato e addirittura nascosto da figure istituzionali che in maniera miope lo riducono a episodio “di parte” e che dovrebbero invece comprendere l’importanza della memoria per ciascun cittadino. Non vorremmo che dietro questa scelta ci fossero motivazioni ideologiche che speravamo appartenessero al passato”.

Gli fanno eco Matteo Guidoni e Pierpaolo Ceci della Giovane Italia: “Se come sembra – dichiarano in una nota congiunta – in Commissione è stato un documento che dimezza i viaggi organizzati per le scuole ai luoghi della memoria dell’Olocausto e elimina completamente quelli destinati al ricordo dell’eccidio delle Foibe, non esitiamo a dire che questa volta il sindaco Marino ha davvero superato ogni limite, politico, amministrativo e di buon senso”.

“Vietare alle scuole di Roma la commemorazione del “Giorno del Ricordo” – proseguono – è un affronto inaccettabile che calpesta una legge dello Stato e offende la memoria storica degli italiani. Inoltre salta subito all’occhio come questa amministrazione non abbia a cuore la formazione dei giovani della nostra Città, e come non abbia alcun interesse ad essere un’amministrazione rispettosa nei confronti di tutti i suoi cittadini ma piegata solo ai propri interessi di parte”.

“Prendiamo atto – concludono – che la giunta Marino non ha intenzione di prendere parte al processo di pacificazione nazionale che, anzi, crede di poter calpestare senza nessun ritegno”.

Da parte del Campidoglio è giunta una pseudo-smentita. Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola ha affermato che non è intenzione dell’amministrazione capitolina dimezzare i fondi per il viaggio ad Auschwitz per il 2014. Per quanto riguarda le Foibe, ha invece affermato che è in atto un confronto con la Società di Studi Fiumani per riflettere “sulle modalità più opportune per celebrare il Giorno del Ricordo”. Ma la cosa più opportuna da fare, sembra una: ricordare, con rispettoso silenzio.