lunedì 18 febbraio 2013

L’italiano medio che non merita il suffragio universale


Tratto da Azione Tradizionale

“Ma perché questo bastardo taccagno di Sergio Marchionne non rinuncia a 15.000 euro al mese di stipendio invece di tagliare i compensi degli operai e delocalizzare?”. Mi faceva osservare l’infervorato Piero mentre era con il capo chino sul suo smartphone. “Cioè per lui quanto saranno 15.000 euro al mese? Un cazzo - mi faceva riflettere - Nemmeno se ne accorge. E invece per quei poveracci 200 euro in meno significano la fame”.

Continuavo ad ascoltarlo senza rispondere e lui ogni tanto distoglieva lo sguardo dallo smartphone in cerca del mio, confidando in un’approvazione. E io approvavo pure, per carità, ma poi gli ho chiesto: ”Scusa ma cosa stai combinando con il cellulare?”. E lui, quasi stizzito:”No niente di che. Sto solo rispondendo a sta tipa su WhatsApp”. Poi subito dopo, sempre battagliero ha aggiunto:“Che poi a proposito: pure sti stronzi di WhatsApp che ora me lo vogliono far pagare. Ma tanto li fotto: hai letto che c’è il modo di continuare ad usarlo gratis?”. A quel punto gli chiedo:”Ma perché quanto costa?”. E lui:”79 centesimi all’anno”. E io, sarcastico:“Però…che ladri. Peggio di Marchionne”. A quel punto il buon Piero si decide a staccare definitivamente lo sguardo dallo schermo del telefonino per chiedermi, più stizzito di prima: “Che c’entra Marchionne scusa? Mi pare normale che se c’è un’alternativa gratuita io la utilizzi”. Lo guardo negli occhi, scuoto la testa e ribatto: “Appunto. E a me a sto punto pare normale che Marchionne se può delocalizzare e trovare alternative a basso costo le sfrutti”. Poi gli chiedo retorico:”La differenza dove risiede? Nel fatto che lui è un taccagno milionario e tu un taccagno pezzente? Così come per lui non sono nulla 15.000 euro al mese, per te non sono nulla 79 cent l’anno, giusto? Solo che entrambi non volete spenderli e allora pace: viva il libero mercato e l’italiano medio che nasconde la sua perpetua invidia dietro finte battaglie per l’equità sociale”.

Piero non parla più. Non sa che dire e di cosa frignare. Quasi sicuramente mi odia ma, al contempo, si è inesorabilmente reso conto di essere molto più simile di quanto pensava a chi dice di detestare. Si è reso conto di rappresentare lo stereotipo triste ed odioso di quell’italiano medio, scroccone ed avido, che lui era convinto di combattere ciarlando a caso. Il nostro paese è pieno di Piero ed ognuno autogiustifica la propria pochezza umana e culturale nei modi più disparati e talvolta fantasiosi. Diversi si sono voluti autogiustificare sostenendo, tra le varie cose, che WhatsApp “non rispetta la privacy” e poi facendo sapere a tutti che “ora usiamo Viber”.

SIAMO TUTTI SERGIO MARCHIONNE

Di conseguenza, fin quando non ci chiedono soldi e ci danno l’illusione che tutto sia gratis, per noi va benissimo e non ci facciamo domande. Poi, appena osano chiederci cifre simboliche, allora ci accorgiamo che la nostra privacy è violata o che esistono alternative gratuite e troppo più ganze. Siamo un po’ tutti dei Sergio Marchionne, solo che rosichiamo perennemente perché possiamo sognarci il suo stipendio. Siamo in piazza fin quando non ci offrono un bel posto di lavoro che ci remuneri il giusto. Siamo pronti ad infangare e delegittimare con violenza inaudita il duro lavoro altrui alla prima sbavatura per sentirci meno soli nel nostro perpetuo fallimento esistenziale. Godiamo degli insuccessi altrui perché non abbiamo nostri successi di cui andare fieri.

Non vogliamo politici ladri ma poi arraffiamo tutto ciò che possiamo e ci fingiamo ciechi per anni perché vogliamo un sussidio che non ci spetta. Parcheggiamo al posto dei diversamente abili perché “tanto ci metto un attimo” e saltiamo le file sempre perché “tanto ci metto un attimo”. Siamo i “puliti”, siamo il “popolo” che chi si candida non osa criticare per il terrore di perdere consensi. La casta? I banchieri? Vivono e prosperano grazie ai banchetti di compromessi, ipocrisia e vigliaccheria che prepariamo ogni giorno per loro. Noi siamo chi ci rappresenta e, fin quando non capiremo questo, il suffragio universale ci si ritorcerà contro ed offrirà ai vari Piero diritti che non dovrebbero avere.