sabato 9 novembre 2013

09/11/1989-09/11/2013 : Contro ogni muro per un' Europa dei popoli



C'era un volantino del Fronte della Gioventù che, negli anni ottanta, descriveva l'Europa per quello che era: ad est una distesa di filo spinato, di spie, di repressione, di nomenclature e di livellamento; ad ovest la Coca Cola, le multinazionali, le macchine veloci, le pin up seminude e la democrazia del libero mercato. In mezzo c'era un muro, almeno a Berlino. Un muro che, qualcuno disse, nascondeva il nulla. Un nulla culturale, umano e spirituale. Due deserti che, paradossalmente, avevano dei punti in comune: il progressismo, l'industrialismo, l'economia al centro di tutto, la fiducia nella storia e molto altro. Poco importa, poi, se da una parte non esistesse la proprietà e dall'altra fosse detenuta dai soliti noti. Quello che più contava, purtroppo, era l'ingerenza straniera sull'Europa, il fulcro del mondo per secoli, ridotta a territorio di conquista e scacchiera internazionale per le pedine dei due blocchi. Poi quel muro cadde, e si portò via i gulag, i fili spinati, la repressione e le nomenclature. Rimasero, però, sotto altre forme. Rimase, e si estese, quello che c'era al di qua: le multinazionali, le macchine veloci, le pin up seminude e il libero mercato eretto a sistema e metro delle cose. E' quello che siamo. Più liberi, almeno apparentemente, ma certamente ancora lontani dall'essere i cittadini sovrani di un'Europa libera, armata e unita, come la sognavano i ragazzi del Fronte della Gioventù. Mercoledì ricordiamo quel giorno, il 9 novembre 1989, insieme. Ricordiamo quell'impeto di libertà che, mentre ciò che restava del muro crollava sotto il peso della storia, riempiva tanti giovani cuori di speranza. La speranza di avere finalmente riunificato il proprio paese, di poter aspirare ad una nuova vita, di poter respirare un'aria nuova. Perchè, senza dubbio, per un' Europa dei popoli il primo passo da compiere era quello. E' quella speranza, che oggi, ci interessa, perchè deve muovere la nostra generazione. Di muri ce ne sono ancora tanti: quello della crisi economica, quello dell'usurocrazia e della prepotenza bancaria, quello del precariato, quello della droga, quello del disimpegno, quello di chi antepone il profitto al resto, quello di un' Europa che esiste solo in virtù dei numeri e della cartamoneta. Quei muri dobbiamo abbatterli noi. Sono i nostri muri. Ventidue anni anni fa crollava quello del comunismo, domani dovranno crollare quelli dell'omologazione e delle ingiustizie sociali.

Casaggì Valdichiana ricorda la caduta del muro di Berlino con una serie di proiezioni a tema per tutto il mese di novembre:

- 14 Novembre,ore 21:30: GOOD BYE LENIN

-21 Novembre,ore 21:30: KATYN

-28 Novembre,ore 21:30: LA SCELTA DI BARBARA