martedì 5 novembre 2013

Il caso. L’assassinio dei due militanti di Alba Dorata e il rischio “Fattoria” di Orwell

(
(Barbadillo)

L’esecuzione di due giovani militanti di Alba Dorata (un terzo è in ospedale gravemente ferito) ad Atene richiama alla memoria gli spettri degli anni di piombo italiani. Le assonanze con quel periodo sono evidenti: non solo la dinamica dell’attentato richiama la strage di Acca Larentia nella quale morirono tre ragazzi del Movimento Sociale Italiano, ma anche la ritrosia dei media e di alcune forze politiche nel chiamare per nome un terribile assassinio che non può essere minimizzato.

Antonio Ferrari, sul Corriere della Sera, ha offerto questa interpretazione: “Un doppio delitto che fa ripiombare la Grecia, già prostrata dalla gravissima crisi economica e indebolita da sacrifici sempre più pesanti, nel buio e nei misteri che sono stati i fantasmi del recente passato. (…) Il colpo di maglio ha alimentato tensioni trasversali, e il duplice assassinio dell’altra sera a Neo Iraklio, sobborgo di Atene, davanti a una sede periferica del partito estremista, ha quasi l’aria di un’esecuzione temuta, quindi prevedibile. Certo, è stata organizzata ed eseguita non da manovali ma da autentici professionisti”. Gli sviluppi dell’inchiesta investigativa dovranno adesso fare luce sui criminali e sui mandanti.

La vicenda non va sottovalutata perché non riguarda le idee di Alba Dorata ma l’agibilità politica delle forze non allineate che si presentano alle elezioni e riscuotono un rilevante successo elettorale. Il successo del partito di estrema destra greco, del resto, è avvenuto proprio in concomitanza con la peggiore crisi economica e sociale del paese ellenico, mentre il governo – che deve porre rimedio ad una possibile bancarotta – è limitato nell’azione dai diktat della Bce e del Fmi.

In ballo presto nell’Unione Europea potrebbe esserci anche il diritto delle minoranze ad esprimere dissenso e per questo non è mai superfluo ricordare quanto rischiosa e massificante sia omologazione, ben tratteggiata da George Orwell ne “La Fattoria degli animali”: “Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due”.